Raffiche d’aria pulita disperdono il lezzo di culo flaccido – parte seconda

È per tanto che ogni altro accadimento di ieri, persino la decisiva disfatta subita del berlusconume nella  roccaforte autoproclamata di Milano, viene in qualche modo oscurato, a mio avviso, dal risultato esplosivo di Napoli che introduce una discontinuità vera e amplissima col passato.
Ciò non toglie che il complesso di tali accadimenti risulti in una terribile, indubitabile, inoccultabile mazzata al berlusconume in toto. La raffica di sganassoni incassata per ogni dove, e più dolorosamente in luoghi emblematici (da Milano a Cagliari, passando per Arcore, Gallarate, Olbia e Rho) idealmente si integra col calcio in culo di Novara, feudo del bossista di rigida osservanza Cota. Esso segna la bancarotta della tossica alleanza imposta dal mullah di Gemonio a una Lega Nord nella quale, nonostante la contiguità coi Previti i Dell’Utri e i Cosentino (e su altri piani coi Formigoni e con le Minetti), tuttora non mancano alcune persone perbene a rammentare che agli esordi quello era non un concentrato di xenofobia reazionaria assoggettato al mercatismo nemico dei popoli ma una forza fresca di cambiamento radicale della politica – ruolo oggi ben risollevato da tutt’altri soggetti. Si sveglieranno, finalmente, quelle poche o tante persone perbene? Troveranno il coraggio e la forza per liberarsi a pedate nel didietro del mullah di Gemonio e della cricchetta che l’attornia?
Quanto al PD, nonostante l’abito di simpatia vestito nelle ultime settimane dal colto ancorché irrilevante Bersani, la machiavellica escogitazione di alleanze a geometria opportunistica di dalemiana impronta, quintessenza del politicismo ammuffito d’intrigo, esce sbriciolata dai contesti più significativi:  Cagliari, Milano stessa e soprattutto Napoli. Volessero i pidisti rendere un servizio effettivo al paese, progetterebbero il loro stesso scioglimento, così da favorire la scomposizione e la ricomposizione su coordinate diverse degli schieramenti nonché l’ormai indifferibile operazione-scopa, di estromissione dei più impresentabili tra i loro attuali capetti.
Un ringraziamento, infine, si deve onestamente tributare a Gianfranco Fini e alla sua pattuglia di coraggiosi, che mettendosi personalmente in discussione e sdegnando ogni campagna acquisti hanno mostrato una tempra da combattenti cui va reso onore e soprattutto hanno calato nel vaso maleodorante del berlusconismo la proverbiale goccia che infine l’ha portato a traboccare. Per la salute e per la dignità del paese.
Ora è questione di tempo e di modo. Non più di “se” e di “forse”. La liberazione dell’Italia dalla malattia che per troppo tempo l’ha infettata è in vista, anzi è a portata di mano. Tanto che la si può quasi toccare. Buon giorno nuovo, cittadini.
MS
(fine – la prima parte è di oggi 31 maggio 2011)

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