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	<title>der Arbeiter &#187; Dentro la notizia</title>
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	<description>Nel tempo dell&#039;inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario (Orwell)</description>
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		<title>Deus sive natura?</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 21:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmeister</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[L’intervento dell’altro ieri di Benedetto XVI si segnala, al di là dei riferimenti contingenti, per l’importanza di taluni passaggi che toccano in profondità paradigmi fondativi della cultura religiosa stessa. Fa spicco la considerazione che agli umani competa la “buona gestione” &#8230; <a href="https://www.der-arbeiter.eu/wordpress/2011/06/11/deus-sive-natura/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.corriere.it/cronache/11_giugno_09/papa-fukushima-energie_3078c38a-9280-11e0-92af-982eb6e0ff41.shtml" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://www.der-arbeiter.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/20110611-5.gif" alt="" width="400" height="175" /></a>L’intervento dell’altro ieri di Benedetto XVI si segnala, al di là dei riferimenti contingenti, per l’importanza di taluni passaggi che toccano in profondità paradigmi fondativi della cultura religiosa stessa.<br />
Fa spicco la considerazione che agli umani competa la “buona gestione” della natura non potendo essi assoggettarsi al dominio della tecnica. Ancor più dirimente suona l’altra, per cui “diventa necessario rivedere totalmente il nostro approccio alla natura” che non è da intendersi come spazio da sfruttare o ludico bensì come luogo natale – e dunque casa – degli umani stessi. E giova ricordare che il termine “ecologia” oggi in voga, è un composto il cui primo elemento deriva dal greco “oîkos”, che propriamente significa casa, abitazione.<br />
Il papa ha inoltre richiamato “l&#8217;alleanza tra l&#8217;uomo e la natura” come elemento costitutivo di una nuova “arte di vivere” e ha invitato a interrogarsi sul “giusto posto della tecnica”, i prodigi dei quali essa è capace “vanno di pari passo con disastri sociali ed ecologici”. Particolarmente allarmante, sotto un tale profilo, è la tecnica che domina gli umani con l&#8217;orgoglio che genera e che ha prodotto un “economismo inflessibile” e un edonismo che induce soggettivamente ed egoisticamente i comportamenti sociali.<br />
Banalizzare qui in due parole, per sintesi schematica, la proiezione culturale di tali passaggi, sarebbe disagevole e imbarazzante. Mi limito quindi a giustapporre, a titolo meramente comparativo, la narrazione di cui in Genesi 1,26-1,28 (versione C.E.I.).<br />
<em>1,26 E Dio disse: «Facciamo l&#8217;uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».<br />
1,27 Dio creò l&#8217;uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.<br />
1,28 Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra».</em><br />
Quale concezione antropocentrica e suprematista ne trasse lo yahwismo è cosa nota. Come nota è l’eredità condizionante che, con sfumature composite, ne venne al cristianesimo. La dottrina del “progresso illimitato” (rectius: del miglioramento illimitato di cui lo scorrere progressivo del tempo costituisce di per se stesso il vettore) assistito dall’avanzamento inarrestabile della tecnica che è espressione degli umani medesimi in quanto dominatori designati del mondo, ne è una delle risultanze.<br />
I frutti avvelenati che ne sono derivati, fino all’asservimento economicista dei rapporti sociali, hanno storicamente tratto alimento dal disprezzo noncurante della natura, considerata a volte estranea, a volte addirittura malvagia e nemica: una sorta di fastidioso impedimento allo svolgersi delle <em>magnifiche sorti e progressive</em> dell’umanità. Hanno cioè tratto alimento dalla negazione attiva del suo carattere <em>divino</em>, così come apertamente celebrato nelle religioni antiche e in alcune sopravvissute dell’oriente, in quanto fattore di arricchimento spirituale.<br />
Non è da pensare che Benedetto XVI abbia voluto rimettere estemporaneamente in causa, con un breve discorso, riferimenti ormai consolidati, in qualche modo, nel patrimonio stesso della religione che capeggia. Rilevante, nondimeno, resta il significato delle sue affermazioni, che sicuramente non sono state buttate lì a caso.<br />
MS</span></span></span></p>
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		<title>Sarebbe una buona cosa, per questo non si farà</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 12:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmeister</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politicanti]]></category>

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		<description><![CDATA[Per quanto il parlamentarismo rappresentativo, cosiddetto, sia una strana bestia, e quello italiano ancor più, non può non apparire ingiustificato il privilegio che vi si accorda ai professionisti – così come agli imprenditori – che da parlamentari, a differenza dei &#8230; <a href="https://www.der-arbeiter.eu/wordpress/2011/05/09/sarebbe-una-buona-cosa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/05/04/news/di_pietro_proposta_legge_avvocati-15774481/" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://www.der-arbeiter.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/20110509-2.gif" alt="" width="400" height="115" /></a>Per quanto il parlamentarismo rappresentativo, cosiddetto, sia una strana bestia, e quello italiano ancor più, non può non apparire ingiustificato il privilegio che vi si accorda ai professionisti – così come agli imprenditori – che da parlamentari, a differenza dei dipendenti pubblici e privati, possono svolgere una doppia attività cumulando i due redditi.<br />
Attribuire un tal privilegio alla libertà di organizzare i propri impegni lavorativi sarebbe risibile.<br />
La questione infatti è di principio: possibili conflitti d’interessi e influenze improprie devono essere esclusi in partenza, dunque l’incarico parlamentare, in quanto pubblico ufficio, è concettualmente incompatibile con l&#8217;esercizio di qualunque altra attività remunerata che conseguentemente va sospeso.<br />
Va notato che il sig. Di Pietro, lasciata la magistratura, teoricamente esercita anch’egli la professione di avvocato. Sarà anche, la sua, un’esibizione elettorale, ma anteporre l&#8217;interesse generale al proprio particolare depone, oggettivamente, a suo onore.<br />
MS</span></span></span></p>
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		<title>Sembra uno scherzo ma non lo è</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 21:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmeister</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ma va a ciapà i rat]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.corriere.it/politica/11_aprile_23/gay_ikea_giovanardi_9cacb46a-6dc0-11e0-81d8-b2fdc513fe68.shtml" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://www.der-arbeiter.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/20110429.gif" alt="" width="400" height="128" /></a>Probabilmente la famiglia stessa, nella sua dimensione eterosessuale, solleciterebbe oggi considerazioni problematiche alquanto, ben mi guardo dunque dall’assumere le difese di quella omosessuale. Nondimeno, non riesco a non avvertire una certa ripulsa per quel moralismo dei giorni dispari che tipicamente si caratterizza, fuor di buonafede, per l’uso sistematico di due pesi e due misure: tacendo o balbettando quando bisognerebbe gridare il proprio disgusto e cianciando invece, con supremo sprezzo del ridicolo, quando nulla vi sarebbe di che dire. Risultando, spesse volte, forte coi deboli e debole coi forti: aggravante di viltà.<br />
La Costituzione, beninteso, c’entra come i cavoli a merenda. Tutt’altri, e di stringente attualità, sono semmai i comportamenti che la offendono. Ma ciò che più disturba, nelle apparenti ubbie del sig. Giovanardi che per simili uscite già si è fatto un nome e che in un paese normale potrebbe essere cortesemente invitato a far curare le proprie ossessioni, è l’assordante silenzio scrupolosamente osservato, in tema di comportamenti sessuali, circa la mercificazione mediatica della devianza nelle sue ostentazioni  più  becere. A tanto corrispondono le deiezioni d’intrattenimento spacciate per via televisiva, persino in contenitori destinati alle famiglie le più &#8220;tradizionali&#8221; che al predetto sig. Giovanardi tanto dovrebbero stare a cuore, ove ad apparire non sono persone compostamente e tranquillamente omosessuali, ma checche e travestiti ammiccanti che si esibiscono in siparietti patetici, facendo sguaiato spettacolo della propria culaggine (col che, tra l&#8217;altro,  ben si delinea il limite concettuale tra il condursi da omosessuali e il condursi da froci) all’intuibile scopo di solleticare il basso ventre inconfessato di una plebaglia &#8211; che comprende anche padri di famiglia apparentemente irreprensibili &#8211; a profitto dell’audience e dunque dei cosiddetti “investitori” dei quali, tra una pochade e l’altra, si manda la pubblicità; <span style="text-decoration: underline;">in ultima analisi, a profitto di chi la pubblicità la vende</span>.<br />
Una parolina su  tali oscene e lucrose confricazioni, questo sig. Giovanardi non vorrebbe dirla?<br />
MS</span></span></span></p>
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		<title>Quando un nemico del paese si trova alla sua testa</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 22:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmeister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In nessun paese del mondo una simile affermazione, proferita da un soggetto in quel ruolo, sarebbe nemmeno concepibile. Bertolt Brecht scrisse: Wissen viele nicht, daß ihr Feind an ihrer Spitze marschiert. Molti non sanno, che il loro nemico marcia alla &#8230; <a href="https://www.der-arbeiter.eu/wordpress/2011/01/14/quando-un-nemico-del-paese-ne-e-alla-testa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/383397/" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://www.der-arbeiter.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/20110112.gif" alt="" width="400" height="127" /></a><span style="font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #0000ff;">In nessun paese del mondo una simile affermazione, proferita da un soggetto in quel ruolo, sarebbe nemmeno concepibile.<br />
Bertolt Brecht scrisse: <em>Wissen viele nicht,</em><em> </em><em>daß ihr Feind an ihrer Spitze marschiert. </em>Molti non sanno, che il loro nemico marcia alla loro testa. Quando cominciano a rendersene conto in tanti, però, allora è possibile che si approssimi, secondo giustizia, la resa dei conti.<br />
MS</span></span></span></p>
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		<title>Una vergogna indicibile</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 09:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmeister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un uccellino è caduto dal nido. Un bambino di appena ventitré giorni, Devid Berghi, è morto di freddo in strada, a Bologna, pochi giorni fa. Quali che siano le responsabilità specifiche, eventualmente anche quelle dei genitori stessi, conta poco.  Né &#8230; <a href="https://www.der-arbeiter.eu/wordpress/2011/01/11/una-vergogna-indicibile/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/10/news/bologna_la_tragedia_di_piazza_maggiore_neonato_muore_di_freddo_e_di_stenti-11032694/" target="_blank"><img src="http://www.der-arbeiter.eu/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/20110110.gif" alt="" width="400" height="124" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #0000ff;">Un uccellino è caduto dal nido.<br />
Un bambino di appena ventitré giorni, Devid Berghi, è morto di freddo in strada, a Bologna, pochi giorni fa.<br />
Quali che siano le responsabilità specifiche, eventualmente anche quelle dei genitori stessi, conta poco.  Né può darsi luogo, in una tanto sconcertante e terribile circostanza, a sociologismo di maniera o a buonismo futile.<br />
Questa tragedia, che ha crudelmente colpito un nucleo familiare italiano in una opulenta città italiana, e proprio in una città spesso celebrata per il tradizionale suo spirito di accoglienza e di solidarietà, suscita un sentimento di vergogna indicibile che non può essere taciuto.<br />
In questo sciagurato paese dove nelle residenze di quel soggetto che le convenzioni mi costringono a chiamare il presidente del consiglio si celebrano allegri festini affollati da gente di ogni risma, in questo sciagurato paese dove l’amministratore delegato della FIAT nel 2009 aveva un costo annuale di 4.782.000 euro, centotrentatré volte la media individuale dei circa trentaseimila dipendenti e, se volesse tramutare in azioni da rivendere i circa dieci milioni di Stock Option del primo pacchetto già assegnatogli potrebbe incassare attorno ai cento milioni di euro, accade anche che un neonato possa morire di freddo per strada in una grande città.<br />
Un episodio che ferisce la coscienza, che suscita un moto di ripulsione e di rabbia, ma invero solo un emblema dei tanti fatti a esso comparabili che patologicamente affliggono la nostra società imputridita nel profondo dal vizio, dalla corruzione e dal privilegio.<br />
Quando l’ingiustizia sociale precipita tanto clamorosamente in immoralità sociale, vale a dire in immoralità tout court, viene da chiedersi se un paese possa sopravvivere. E se di sopravvivere davvero lo meriti.<br />
MS</span></span></span></p>
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