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	<title>der Arbeiter &#187; Il peggiore dei mondi</title>
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	<description>Nel tempo dell&#039;inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario (Orwell)</description>
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		<title>Non è crisi, è guerra</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Nov 2012 21:39:41 +0000</pubDate>
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		<title>Berluschino alla finanziera</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 21:41:05 +0000</pubDate>
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		<title>Meglio un Fiorito in casa che un bocconaro all&#8217;uscio</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 08:49:42 +0000</pubDate>
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		<title>Trent&#8217;anni fa l&#8217;atto di genocidio di Sabra e Chatila</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2012 15:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmeister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi vogliono ricordarsi, perché oggi è scomodo, della strage perpetrata in Libano trent&#8217;anni fa, tra il 16 e il 18 settembre 1982, nei campi palestinesi di Sabra e Chatila, per opera di una marmaglia sedicente cristiana al soldo dei terroristi &#8230; <a href="https://www.der-arbeiter.eu/wordpress/2012/09/20/trentanni-fa-latto-di-genocidio-di-sabra-e-chatila/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #0000ff;">Pochi vogliono ricordarsi, perché oggi è scomodo, della strage perpetrata in Libano trent&#8217;anni fa, tra il 16 e il 18 settembre 1982, nei campi palestinesi di Sabra e Chatila, per opera di una marmaglia sedicente cristiana al soldo dei terroristi nazigiuda Begin, Shamir, Sharon ed Eitan.<br />
Ricordo le vibranti pagine che Jean Genet dedicò a quell&#8217;evento nel suo scritto &#8220;Quatre heures à Chatila&#8221;, pubblicato nel gennaio 1983.<br />
Ricordo l&#8217;ondata di rabbia e di indignazione che davanti a quell&#8217;evento percorse il mondo, quando persino a Tel Aviv per iniziativa di Shalom Achshav (&#8220;Pace Adesso&#8221;) quattrocentomila persone manifestarono la propria dura protesta contro l&#8217;assassino Sharon. L&#8217;iniziativa di quelle persone perbene e successivamente di altre come loro, purtroppo, non riesce a cancellare ciò che col trascorrere degli anni, massacro dopo massacro, ingiustizia dopo ingiustizia, atto terroristico dopo atto terroristico, si è fatto evidenza e che Paolo Barnard bene ha riassunto così: &#8220;Israele non ha e non può avere un diritto giuridico e morale di esistere, ma solo un diritto di fatto. Nessuno Stato può pretendere di essere legittimato dalla comunità internazionale dopo essersi edificato sulle più abominevoli violazioni dei diritti fondamentali dell’uomo, su fiumi di sangue di innocenti, su una pianificazione perfida e razzista&#8221;.<br />
Ricordo ciò che l&#8217;assassino Begin dichiarò alla Knesset (&#8220;Dei non Ebrei hanno massacrato dei non Ebrei: perché questo dovrebbe riguardarci?&#8221;), e di avere pensato che se Theodor Herzl fosse stato ancora in vita gli avrebbe sputato in faccia.<br />
Ricordo che l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 16 dicembre di quell&#8217;anno, definì quel massacro un atto di genocidio.<br />
Ricordo, con particolare affetto, il passaggio che vi dedicò Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica, nel discorso di capodanno del 31 dicembre 1983, che merita essere riportato.<br />
<em>Io sono stato, ripeto, nel Libano. Ho visitato quella tormentata regione, i cimiteri di Chatila e Sabra. E&#8217; una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove sono sepolte le vittime di quel massacro orrendo. Il responsabile di quel massacro orrendo e&#8217; ancora al governo in Israele.<br />
E quasi va baldanzoso di questo massacro fatto. È un responsabile cui dovrebbe essere dato il bando della società . E&#8217; stato un massacro, mi hanno detto quelli del posto, tremendo; quante vittime ha fatto.</em><br />
Pertini: combattente valoroso delle trincee, grande tempra di lottatore, partigiano dei tempi duri, uomo sincero di sentimenti e di emozioni ma soprattutto persona integerrima e <em>hombre vertical </em>autentico che – a differenza di altri più prossimi a questo tempo &#8211; mai si piegò a leccare culi né a servire padroni per interesse, per connivenza o anche solo per opportunistica convenienza, contro  il suo popolo e la suo patria. Non scodinzolò a Washington né a Tel Aviv, tenne alto il nome dell&#8217;Italia – forse anche al di là di quel che gli Italiani meritassero. Poteva farlo, aveva un passato esemplare di cui non pentirsi e che nessuno avrebbe potuto rinfacciargli. Di lui si avverte oggi, in particolare, una grande mancanza: caro Sandro, solo gli dei sanno quanto bisogno avrebbero oggi l&#8217;Italia e l&#8217;Europa di uno come Te. Ci avresti aiutato in tante cose, anche a non dimenticare la lezione di Sabra e Chatila.<br />
Onore ai martiri.<br />
MS</span></span></span></p>
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		<title>Solita provocazione infame</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Sep 2012 08:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmeister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non bisognerebbe essere così allocchi da abboccare alla storiella per cui un illustre Signor Nessuno avrebbe concepito, prodotto e diffuso in anteprima, con accorta scelta di tempo, il cosiddetto &#8220;film&#8221; The Innocence of Muslims. Credo che sull&#8217;argomento ci si possa &#8230; <a href="https://www.der-arbeiter.eu/wordpress/2012/09/15/solita-provocazione-infame/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #0000ff;">Non bisognerebbe essere così allocchi da abboccare alla storiella per cui un illustre Signor Nessuno avrebbe concepito, prodotto e diffuso in anteprima, con accorta scelta di tempo, il cosiddetto &#8220;film&#8221; <em>The Innocence of Muslims</em>.<br />
Credo che sull&#8217;argomento ci si possa aspettare ancora un mucchio di balle, di versioni contrastanti e contraddittorie, di notizie smentite e rivangate, di scoperte spacciate per straordinarie e poi destiuite di fondamento, e così via. Si chiama &#8220;disinformazione&#8221; trasposizione dal russo Дезинформация, ed è una tecnica sperimentata che adottano i propalatori professionali di menzogne, di manipolazioni, di creazioni artefatte di &#8220;opinione pubblica&#8221; su detrerminati oggetti.<br />
Chi sia dietro una tale manovra, quindi dietro anche al &#8220;film&#8221; che ha fatto da innesco, mettendo in ridicolo il Profeta, non è dato sapere con prove provate ma nemmeno abbisogna porsi la classica domanda c<em>ui prodest?</em> per intuire di chi si tratti.<br />
L&#8217;effetto immediato, infatti, è stato quello di scatenare un putiferio presso gli ambienti mussulmani più intransigenti, oltre che le vibrate proteste di quelli meno esagitati. Le conseguenze si vedranno, ma l&#8217;esperienza insegna che potrebbe sprigionarsi una reazione a catena, che assai interessate <em>manine</em> potrebbero essere pronte a spacciare come il solito &#8220;estremismo islamico&#8221;.<br />
Non sarebbe un&#8217;impresa difficile, volendo, schernire qualunque altra religione, in particolare ebraismo/giudaismo e cristianesimo nelle sue diverse confessioni settarie: basterebbe rifarsi a significativi elementi della loro storia, dei loro testi sacri, di certe loro tradizioni, di determinati riti e culti ancora in pratica. Ma, per esempio, quando pochi anni fa venne dato alle stampe il &#8220;Trattato dei tre impostori – Mosè, Gesù, Maometto&#8221;, pochi ne parlarono e nulla accadde. In altre occasioni, invece, mezzi di comunicazione eterodiretti pomparono dal nulla autentici &#8220;casi&#8221;, con impatti molto pesanti. Su cosa scommettono, in quei &#8220;casi&#8221;, i divulgatori di spazzatura mediatica criminale? Come in quello attuale, si fa scientificamente leva su una sensibilità ipertrofica che caratterizza certe fasce di &#8220;credenti&#8221; e che certamente è diffusa in ambito islamico – anche se centinaia di milioni di mussulmani ne sono estranei.<br />
Si tratta dunque di turpi provocazioni freddamente progettate per suscitare il massimo dello scompiglio, nel torbido del quale poter poi pescare con un certo agio criminale.<br />
Ma anche volendo fare astrazione da tali scopi infami, già nel metodo fa qui spicco un elemento assai rilevante. Gli assertori di una democrazia fasulla, di una libertà fasulla e di una fasulla libertà d&#8217;espressione, i.e. della cosiddetta &#8220;<em>società aperta</em>&#8221; del cazzo, si fanno uscire le emorroidi nello sforzo di accreditare anche i becerismi più spregevoli come &#8220;libertà di parola&#8221;, che in  base al loro universalismo suprematista dovrebbe essere accettata, in quanto tale tale, da tutti gli altri. Tradiscono così il proprio inveterato razzismo, dappoiché in un regime di tolleranza autentica è la sensibilità ancorché soggettiva di chi ritiene di ricevere un&#8217;offesa, e non quella di chi l&#8217;arreca, a prevalere nel pur indispensabile equilibrio dei fattori in gioco. L&#8217;universalismo che pretende di essere oggettivo è in realtà solo uno <span style="text-decoration: underline;">strumento spregevole di oppressione dell&#8217;altro da sé</span>. Colonialismo, imperialismo e razzismo se ne nutrono da sempre.<br />
<em>Dulcis in fundo</em>, qualcuno già si è premurato di spiegare, dopo l&#8217;assalto al consolato yankee di Bengasi che il problema vero adesso non è più la &#8220;crisi&#8221; (leggasi: la rapina in corso ai popoli d&#8217;Europa da parte della gang Goldman Sachs &amp; Affiliati) ma l&#8217;instabilità a due passi da casa nostra. Capito l&#8217;antifona?<br />
MS</span></span></span></p>
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		<title>&#8220;Mercati&#8221;, ovvero crimine organizzato (2)</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Aug 2012 17:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmeister</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È vero, ma non è tutto. Gli usurocrati mondialisti, per il tramite dei collaborazionisti piazzati al comando dei vari paesi, oltre che sottrarre reddito ai popoli intendono anche spogliarli di quel poco patrimonio che alcuni, con una vita di sacrifici, &#8230; <a href="https://www.der-arbeiter.eu/wordpress/2012/08/12/mercati-ovvero-crimine-organizzato-2/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #0000ff;"><img class="alignleft" src="http://www.der-arbeiter.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/Il-mercato-rende-liberi.jpg" alt="" width="400" height="335" />È  vero, ma non è tutto. Gli usurocrati mondialisti, per il tramite dei  collaborazionisti piazzati al comando dei vari paesi, oltre che  sottrarre reddito ai popoli intendono anche spogliarli di quel poco  patrimonio che alcuni, con una vita di sacrifici, sono faticosamente  riusciti a raggranellare. Ciò può realizzarsi, per esempio, col  finanziare seppure in via indiretta il debito pubblico, sul quale lucrano  gli usurocrati grazie a tassi d&#8217;interesse mantenuti a livello abnorme,  non solo espropriando quote di reddito, ma anche quote di risparmio dei  privati cittadini. Oppure con l&#8217;usare il provento di tali espropri ai  cittadini per &#8220;attirare gli investimenti&#8221; concedendo favori fiscali e  normativi ai trafficanti di denaro ai quali si svende il paese. O ancora  privatizzando agli amici il patrimonio pubblico, che appartiene al  popolo, affinché costoro possano specularci a libito proprio a spese del popolo  stesso.<br />
Se si guarda all&#8217;Italia, ma non solo all&#8217;Italia, si nota che un tale  <em>consilium sceleris</em> viene reso operante provocando il crollo del potere  d&#8217;acquisto attraverso l&#8217;inflazione (l&#8217;aumento dell&#8217;IVA e delle accise  producono di per sé un&#8217;impennata dei prezzi finali, indipendentemente  dagli effetti finanziari), rapinando le pensioni, colpendo con imposte  patrimoniali infami i piccoli risparmi e la prima casa d&#8217;abitazione, più  in generale con una politica fiscale e sociale abietta fondata sulla  tirannide dell&#8217;impresa e sulla sudditanza del cittadino. E un mantra  italiano di questo tempo giustappone proprio, a un debito pubblico cospicuo,  un più cospicuo patrimonio privato, inteso come garanzia dei  prestatori: rubare dalle nostre tasche per arricchire la merda usuraia.  Dunque se è vero che l&#8217;usurocrazia mondialista intende schiavizzare i  popoli alla maniera cinese, è anche vero che intende depredarli e  affamarli, in ultima analisi ucciderli perché il venir meno di servizi  collettivi essenziali come per esempio quelli sanitari, anch&#8217;essi  tagliati per pagare gli interessi agli usurai, materialmente provoca la  sofferenza e la morte di tanti cittadini &#8211; ieri in Grecia, oggi in  Spagna, magari in Italia.<br />
Come ben si vede, e ognuno oggi prova sulla propria pelle, i cosiddetti  &#8220;mercati&#8221; non sono affatto un&#8217;espressione di libertà come falsamente  asserito da frimarkettari e liberasti di tutte le risme &#8211; <em>libera volpe  in libero pollaio</em> &#8211; bensì un ambito di organizzazione e di perpetrazione  di crimini contro l&#8217;umanità su scala globale.<br />
Quando ai criminali provvederà finalmente la polizia, sotto forma di una  forza popolare vindice e inarrestabile, bisognerà non dimenticarselo e  respingere ogni tentazione di clemenza o di pietà per i responsabili.<br />
MS<br />
(fine -la prima parte è di oggi 12 agosto 2012)</span></span></span></p>
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		<title>&#8220;Mercati&#8221;, ovvero crimine organizzato (1)</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Aug 2012 17:53:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se il capitalismo, come storicamente si è manifestato, costituisce un crimine contro l&#8217;umanità e contro l&#8217;etica comune, quel mostro seriale che dall&#8217;incistarvisi della finanza è  stato chiamato Finanzkapitalismus, è nella sua dimensione globale la manifestazione definitiva di un satanismo puro &#8230; <a href="https://www.der-arbeiter.eu/wordpress/2012/08/12/mercati-ovvero-crimine-organizzato-1/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #0000ff;"><img class="alignleft" src="http://www.der-arbeiter.eu/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/Il-mercato-rende-liberi.jpg" alt="" width="400" height="335" />Se il capitalismo, come storicamente si è manifestato, costituisce un crimine contro l&#8217;umanità e contro l&#8217;etica comune, quel mostro seriale che dall&#8217;incistarvisi della finanza è  stato chiamato Finanzkapitalismus, è nella sua dimensione globale la manifestazione definitiva di un satanismo puro e irredimibile.<br />
I cosiddetti &#8220;mercati&#8221;, termine apparentemente innocente che evocherebbe bancarelle e piccoli commerci, non sono mai liberi come le menzogne della propaganda liberale vorrebbero far credere. In realtà quelli globali nemmeno sono &#8220;mercati&#8221;, bensì luoghi di malaffare dove alcuni soggetti criminali &#8211; relativamente pochi &#8211; agiscono in concorso tra loro per accumulare ricchezze incommensurabili rapinando i popoli del mondo.<br />
Sulle principali piazze finanziarie, cosiddette, si traffica di tutto e si muovono quantità tali di capitale immaginario &#8211; senza riscontro alcuno in beni reali &#8211; da manipolare grandezze di scala enormi, superiori a quelle rappresentate persino da grandi Stati, inducendo effetti non &#8220;spontanei&#8221; come sarebbe in una fisiologica combinazione di domanda e offerta, ma completamente artefatti secondo strategie accuratamente pianificate. Il crimine organizzato in senso stretto non è affatto estraneo a un tale meccanismo (vedi per esempio l&#8217;eccellente saggio del magistrato francese Jean de Maillard &#8220;Le marché fait sa loi&#8221;, trad. it. &#8220;Il mercato fa la sua legge&#8221;, Milano 2002), ma ormai è l&#8217;intero meccanismo che in senso esteso può ben essere definito criminale.<br />
Tali effetti si sono evidenziati con brutale chiarezza nel corso della presente guerra finanziaria, che la propaganda liberale denomina &#8220;crisi&#8221;, allorché il crimine finanziario organizzato su scala globale &#8211; non certo il fondo pensioni delle galline del Quebec o quello dei postini dell&#8217;Alaska, come viene dato a bere ai creduloni &#8211; ha concertato nei servo-organismi mondialisti e sistematicamente attuato, con l&#8217;assalto agli Stati, uno dei più grandi crimini contro l&#8217;umanità della storia allo scopo di depredare, schiavizzare, affamare e uccidere milioni di persone per arricchire a dismisura i criminali stessi.<br />
L&#8217;aggressione, portata al sistema del cosiddetto debito pubblico dopo che esso era stato artatamente intossicato col &#8220;salvataggio&#8221; della finanza privata speculativa, non è attuata solo allo scopo &#8211; ben descritto dall&#8217;economista Sergio Cesaratto su &#8220;Il Manifesto&#8221; del 31 luglio scorso &#8211; di &#8220;<em>tenere i popoli europei sulla griglia dell&#8217;austerità</em>&#8221; tenendo i cosiddetti &#8220;Spread&#8221; a livello minaccioso per &#8220;<em>far passare misure&#8230; di riduzione dei diritti sociali e sindacali prima inimmaginabili&#8230; anche come ammonimento per i lavoratori dei paesi forti</em>&#8220;.<br />
MS<br />
(continua)</span></span></span></p>
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		<title>Grande Ascanio Celestini</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 22:50:28 +0000</pubDate>
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		<title>L&#8217;inganno della crescita secondo Luca Mercalli</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 22:45:34 +0000</pubDate>
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		<title>Un tempo camerieri, adesso sicari</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 22:57:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scriveva Ezra Pound che i politici non sono altro che i camerieri dei banchieri. Oggi si può vedere che si sbagliava per difetto: si resta attoniti osservando quasi tutti i cosiddetti &#8220;politici&#8221; (rectius: politicanti) sempre più freneticamente impegnati nel contendersi &#8230; <a href="https://www.der-arbeiter.eu/wordpress/2011/11/10/un-tempo-camerieri-adesso-sicari/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #0000ff;">Scriveva Ezra Pound che i politici non sono altro che i camerieri dei banchieri. Oggi si può vedere che si sbagliava per difetto: si resta attoniti osservando quasi tutti i cosiddetti &#8220;politici&#8221; (rectius: politicanti) sempre più freneticamente impegnati nel contendersi l&#8217;un l&#8217;altro, in una oscena competizione tra corrotti, il mestiere di sicari dei rispettivi popoli per conto della canaglia mondialista degli speculatori finanziari e del management globalizzato che dirige imprese a delinquere.<br />
Se verrà il tempo della giustizia, gli esempi che essa sarà chiamata a mostrare non potranno essere meno che terribili.<br />
MS</span></span></span></p>
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