La realtà supera la fantasia

Si era saputo (Rizzo e Stella sul Corriere della Sera del 4 gennaio 2012) che uno stenografo del Senato, al massimo livello retributivo, poteva essere pagato 290.000 euro lordi all’anno (2.000 meno del Re di Spagna e 50.000 più del presidente della Repubblica; un commesso o un barbiere fino a 160.000 euro; un coadiutore fino a 192.000; un segretario fino a 256.000; un consigliere fino a 417.000. Oltre indennità varie.
Rizzo e Stella osservavano che “Nel 2010 la retribuzione media dei 1.737 dipendenti di Montecitorio, dall’ultimo dei commessi al segretario generale, era di 131.585 euro: 3,6 volte la paga media di uno statale (36.135 euro) e 3,4 volte quella di un collega (38.952 euro) della britannica House of Commons. E parliamo, sia chiaro, di retribuzione: non di costo del lavoro. Se consideriamo anche i contributi, il costo medio di ogni dipendente della Camera schizza a 163.307 euro. Quello dei 962 dipendenti del Senato a 169.550“. Già sembrava che la realtà superasse la fantasia.
E fin qui si trattava di dipendenti diretti.
Notizia di ieri è che Orlando Ranaldi, direttore delle Poste nella sede del Senato e casualmente iscritto all’API di Rutelli, è stato arrestato per spaccio di cocaina nell’ambito di un’operazione contro una banda di Albanesi e Italiani che avrebbe gestito un vasto traffico di stupefacenti a Valmontone.
Vero che è Poste Italiane S.p.a., l’azienda diretta dal sig. Sarmi, a decidere l’assegnazione dei propri dipendenti. Ma che il fatto abbia comunque toccato Palazzo Madama, e in questo momento, sembra persino emblematico.
Se qualcuno ce l’avesse predetto, non saremmo riusciti a crederci. Quando ci sono di mezzo, direttamente o indirettamente, i palazzi dei politicanti, sempre più spesso la realtà supera – di molto – la fantasia.
MS

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